Il nuovo corso di Liu Jo Luxury

Il cambiamento nel segno della continuità

13 settembre 2017

Bruno Nardelli, a sinistra, responsabile e Direttore Creativo di Liu•Jo Luxury, assieme a Marco Marchi, Amministratore Unico e Direttore Creativo di Liu•Jo.

Liu•Jo Luxury, il brand di gioielli e orologi fondato nel 2006, a seguito della partnership tra due imprenditori lungimiranti, Bruno Nardelli e il fondatore di Liu•Jo, Marco Marchi, e gestito negli ultimi 11 anni dalla Nardelli Luxury, si rinnova nell’ottica della crescita e punta a diventare uno dei leader di mercato a livello internazionale. In quest’ottica s’inquadra la nascita della Liu•Jo Luxury spa, società detenuta al 55% dalla Liu•Jo Spa e al 45% da Bruno Nardelli, che curerà, da quest’anno, la licenza orologi e gioielli, in luogo della Nardelli Luxury. Una scelta dettata dall’obiettivo della quotazione in Borsa della Liu•Jo Spa e che Marco Marchi, divenuto Amministratore Unico (incarico cui si aggiunge quello già ricoperto di Direttore Creativo), così illustra, in esclusiva a La Clessidra: “Stavamo pianificando da tempo la riorganizzazione, avvenuta lo scorso marzo, principalmente per strutturare e managerializzare ulteriormente la società, così da agevolarne ancora di più la crescita e lo sviluppo. Tale operazione ha visto una razionalizzazione della composizione del capitale, in primis, al fine di creare le migliori condizioni per continuare ad espandere il business attraverso un percorso che prevede, in misura crescente, come accennato, la managerialità in azienda, l’internazionalizzazione del brand Liu•Jo e il perseguimento di operazioni straordinarie con il potenziale coinvolgimento di investitori privati ed istituzionali.” Per essere più chiari, stiamo parlando di una realtà, attiva nell’universo fashion internazionale, dai numeri importanti e consistenti, come ci conferma Marchi: “Dopo un 2016 soddisfacente, chiuso con un fatturato di 306 milioni di euro, un ebitda pari al 19% ed una quota di export che si attesta attorno al 40% (i mercati principali per noi sono, ad oggi, la Francia, l’Europa dell’Est, la Spagna, il Benelux e l’area DACH, ossia Germania, Austria e Svizzera), stiamo vivendo un 2017 ulteriormente positivo, con risultati in crescita in Italia e all’estero, che dimostrano una reattività interessante del mercato. Per quest’anno è prevista, infatti, una crescita di circa il 6%/7%, e nel biennio successivo le acquisizioni previste potrebbero portare l’azienda ad avvicinar- si ai 400 milioni di euro di fatturato.” Una strategia, questa, illustrata nell’incipit, per la quale sarà fondamentale, evidentemente, il contributo delle licenze, non solo Liu•Jo Luxury, ma anche Liu•Jo Uomo. Marchi ne è convinto: “I progetti di acquisizione delle licenze, Luxury e Uomo, hanno l’obiettivo di creare e massimizzare la sinergia tra le varie linee, e sono sicuro che, in senso più ampio, questo progetto porterà maggiore efficienza in ambito finanziario, distributivo ed anche in termini di risorse umane.”

Liu•Jo Luxury, collezione Petit, da 19 mm di diametro, con lunetta incastonata con pietre bianche e bracciale, nelle versioni in acciaio con quadrante ramato (prezzo di 109 euro) e in acciaio IP Rose Gold con quadrante argenté (prezzo di 129 euro), ambedue a nitura satinata soleil. Movimento al quarzo, calibro Miyota VX01B.

Liu•Jo Luxury è un asset solido e brillantemente posizionato sul mercato, da oltre 10 anni, come sottolineato con orgoglio da Bruno Nardelli: “Se vogliamo parlare di numeri, dobbiamo iniziare da un dato aggregato. Liu•Jo Luxury, a partire dalla sua creazione ha fat- turato, e incassato…, quasi 100 milioni di euro. Una cifra interessante, se pensiamo al mercato dell’orologio e gioiello fashion. Nel 2016, il brand ha fatturato quasi 11 milioni di euro, con un ebitda pari al 13%. Al di là del fatturato, voglio evidenziare un’attenta politica commerciale, che ci ha visto essere più selettivi nella scelta dei clienti, ai quali chiediamo, oltre alla precisione nei pagamenti, di rispettare le nostre politiche di brand, legate all’identità del prodotto.” Certamente, il nuovo assetto societario comporterà un’evoluzione del marchio fuori dai confini nazionali. Nardelli ne è convinto: “I mercati esteri, attualmente, incidono sul fatturato sempre al di sotto del 30%, ma la nascita della nuova società e il maggior coinvolgimento di Liu•Jo nella nostra strategia di internazionalizzazione porterà risultati interessanti già nei prossimi 18 mesi.” In tal senso, continua Bruno, “all’estero, l’Europa rappresenta per Liu•Jo Luxury il mercato di riferimento e il posizionamento del marchio, secondo i principali osserva- tori che seguono il settore e le indagini che commissioniamo anche noi, risulta rispecchiare in pieno il concetto di ‘lusso accessibile’. Sono rimasto colpito da quanto mi ha fatto notare uno dei principali distributori del Far East, che mi ha detto: ‘Liu•Jo Luxury, oggi, è uno dei pochi marchi italiani all’estero e, ormai, i consumatori sono stanchi dei soliti brand.’ I Paesi arabi e la Cina guardano da diverse stagioni le nostre collezioni ed iniziamo ad avere soddisfazioni. Anche in questi mercati assisteremo, a breve, a uno stile di consumo simile a quello europeo, che vede, da un lato, per la clientela facoltosa, privilegiare il lusso accessibile nella quotidianità e, dall’altro, la nascita di un ceto medio. Posso anticipare, in tale direzione, che a breve lanceremo delle linee più lussuose ed alcuni prodotti con movimento automatico.” Di fatto, uno dei plus vincenti dell’accessorio Liu•Jo Luxury è l’e- levato rapporto qualità/prezzo: le ultime collezioni sono posizionate tra i 100 e i 190 euro, un range estremamente aggressivo. Ci confida Nardelli: “Continuo a credere che sia questo il terreno di gioco sul quale muoverci. Scendere verso il basso significa anche abbassare la qualità del prodotto e onestamente non ci sto. Puntiamo costantemente su prodotti di ottimo livello e dallo stile inconfondibile, per riuscire ad essere ancora più vicini al cliente finale, che vogliamo, sempre di più, fidelizzare.” Bruno parla a 360°, in quanto oltre a dirigere il timone del brand ne è anche il Direttore Creativo.

Nelle ultime collezioni abbiamo notato una maggiore pulizia dei quadranti, l’inserimento della ceramica, il ritorno alla misura molto piccola per la donna (19 mm di diametro), ed una forte connotazione dei bracciali. Scelte che Nardelli giustifica così: “Come sai, per noi, il consumatore è al centro delle strategie e le decisioni legate ai prodotti nascono dall’interazione con i Focus Group, o meglio con panel di consumatori, che effettuiamo più volte ne corso dell’anno per conoscere i gusti dei nostri clienti e per condividere, in anteprima, alcuni prodotti che poi andranno in collezione. E chiaramente lo facciamo sia per gli orologi, che per i gioielli.” Rilievo crescente in un simile con- testo, lo assumerà il segnatempo maschile di Liu•Jo Luxury, sul quale Bruno ripone molte aspettative: “Liu•Jo Luxury Uomo sta crescendo tanto, in particolar modo negli ultimi due anni. Il team di creativi del nostro Ufficio Stile interagisce costantemente con i colleghi che lavorano sulle linee Liu•Jo Uomo, così come, da sempre, avviene per il prodotto femminile. Liu•Jo Uomo, nell’abbigliamento, comunica uno stile contemporaneo, che spazia dall’urban al formale, caratterizzato da tessuti ricercati: dai materiali più tecnici ai lanieri, che si esprimono in trame preziose. Un guardaroba trasversale, che ruota attorno al jeans e propone look adatti ad ogni declinazione d’uso. E noi, con l’orologio, proponiamo un prodotto giusto per ogni outfit scelto dal consumatore.” Sotto il profilo distributivo, poi, Bruno torna sul discorso della piena condivisione di idee ed obiettivi: “In questi anni abbiamo fatto una scelta attenta dei migliori punti vendita, e c’è stata anche, purtroppo, una selezione naturale. Oggi ci attestiamo attorno alle 1.200 porte in Italia e, soprattutto, siamo sempre in continuo scouting. Stiamo incrementando le azioni negli store e per gli store.” Nardelli non si dimentica del ruolo fondamentale che, in questa fase evolutiva e di crescita, avrà Internet, sia dal punto di vista della vendita, che della comunicazione: “L’attività di E-commerce ci sta dando delle belle soddisfazioni e, attraverso l’integrazione con Liu•Jo, si vedranno importanti risultati già in primavera. In quanto al web 2.0, possiamo contare su di una community che ci segue da tan- to tempo e che interagisce molto per conoscere modelli e prezzi. Abbiamo puntato sempre molto su web e social, tanto da essere stati una delle prime aziende a lanciare, nel 2010, un’App dedicata per gli smartphone”. Insomma, la liason societaria in casa Liu•Jo sarà foriera di importanti successi. Ne sono certi sia Marco Marchi, che Bruno Nardelli. Sostiene il primo: “Sono assolutamente soddisfatto dei risultati ad oggi raggiunti da Liu•Jo Luxury. Lo dimostra il fatto che, post-acquisizione, sono stati mantenuti lo stesso staff e lo stesso management. Il nostro ingresso diretto nella licenza, punta a far sì che il progetto abbia spalle più forti per competere sui mercati internazionali, nei quali Liu•Jo, con l’abbigliamento, già sta andando molto bene.” Gli fa eco Nardelli: “Sono veramente lieto di questa nuova composizione societaria. Marco Marchi è un imprenditore che stimo molto e da cui ho imparato tanto. Persone concrete che hanno messo l’azienda al centro e i risultati si vedono. Per competere sui mercati internazionali con i colossi del settore rischiavamo di essere troppo piccoli e tale operazione, oggi, ci mette in condizioni di affrontare sfide, ieri, impensabili.”

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