Pinko – Just Under the Top

Dalla rivista di Giugno. La copertina dedicata al marchio innovatore del contemporary fashion e della filosofia dell'understatement

13 settembre 2017

Modello con cassa in acciaio IP Rose Gold da 36 mm, con quadrante nero, su cui scorrono cristalli Swarovski al posto degli indici orari, e bracciale a maglia milanese con chiusura a calamita

Non ci si fraintenda, non si tratta di un’esclamazione negativa, ma decisamente positiva e significativa di una filosofia aziendale ben precisa, propugnata dal fondatore e Presidente di Pinko, Pietro Negra. Il senso sta nel fatto che questo contemporary fashion brand dallo spirito spiccatamente italiano vuol essere l’alternativa all’alta moda, a prezzi competitivi. Il successo ottenuto, a partire dalla fine degli anni ’80, con un fatturato che, lo scorso anno, ha toccato i 195 milioni di euro, sembra dar ragione ad un concept creativo finalizzato a “creare” valore. Così, è sembrata una logica conseguenza quella di ampliare l’offerta all’accessorio orologio, affidando il compito in licenza all’esperienza della Energy Power srl, associata di Timexpose Group, realtà leader nello sviluppo, nella produzione e commercializzazione di segnatempo.

Per illustrare il mood e lo stile delle collezioni orologiere di Pinko abbiamo interpellato il top management di Energy Power, verificando quanto effettivamente sia il dettaglio a fare la differenza.

I dati parlano chiaro: Pinko, entrato nel progetto Elite di Borsa Italiana nel 2015, ha chiuso il 2016 con ricavi in crescita del 12% a 195 milioni di euro, che potrebbero salire a quota 215 milioni nel 2017 (+10%), secondo le stime dell’azienda stessa. Sono in corso, infatti, importanti investimenti sui mercati statunitense e giapponese, con l’apertura, tra l’altro, di nuovi monomarca (ormai, hanno superato le 150 unità nel mondo). Ad oggi l’Italia resta saldamente il primo mercato per Pinko, con un’incidenza scesa però dal 50 al 45%, seguita da Europa, Cina e Russia. Una bella soddisfazione per Pietro Negra e per la moglie Cristina Rubini che, all’inizio degli anni ’90, a Fidenza (in provincia di Parma), cominciarono un’avventura imprenditoriale nell’universo moda, muovendo da presupposti controcorrente per quel periodo, a partire dal nome derivato dalla locuzione “un qualsiasi pincopallino”, come ricorda Negra, “una sorta di no name ante litteram. Pinko ci è piaciuto e abbiamo lasciato cadere il ‘pallino’. E ci è andata bene”. Si trattò della presa di coscienza che lo stilista non aveva più armi per sedurre e che il consumatore aveva smesso di comprare per senso di appartenenza alla firma. Un piccolo capolavoro di “understatement”, cui Nigra aggiunse via via la dovuta sostanza, concentrando e focalizzando, non facendo di tutto, ma offrendo il valore più alto al miglior prezzo, sfruttando la tecnologia e curando la rete vendita.

Collezione basata su cassa di 36 millimetri di diametro, con quadrante sunray nelle nuance del blu, rosa tenue, fucsia, nero, marrone, celeste, turchese, giallo, viola, verde, champagne e silver; sul quadrante gl’indici orari sono costituiti da cristalli Swarovski applicati, le sfere sono a bastone, il logo al 12 e, al 6, ecco il caratteristico decoro delle rondini abbracciate, per un design minimalista. Cassa e bracciale a maglia milanese con chiusura a calamita sono in acciaio, anche ri nito IP Yellow Gold o Pink Gold. De nisce l’insieme un vetro minerale, per un’impermeabilità no a 3 atmosfere. Movimento al quarzo, calibro Miyota GL20. Prezzi al pubblico: da 130 a 150 euro.

Il suo concept di azienda operante sul mercato del fashion è lontano da quello della “griffe”, poiché, a suo giudizio, “il futuro della moda non è più racchiuso in un’etichetta”. Il nome non basta, insomma, ci vuole dell’altro, secondo un approccio molto semplice ed intuitivo. In tal senso, negli anni ’90, Negra non seguì la filosofia del “tutto un po’”, tipica degli anni Ottanta quando si firmavano profumi, piastrelle, giacche e lenzuola, ma imboccò la strada del “controvalore”, l’unico motivo di acquisto per abiti e accessori, beni che appartengono alla sfera del superfluo. D’altronde il Presidente di Pinko ha sempre operato fuori dagli schemi, iniziando l’attività con la strategia delle collezioni “flash”, commercializzate a cadenza settimanale e destinate ad un pubblico giovane, per poi consolidarsi sul prêt-à-portér femminile calibrato anche su di un target adulto. E ha continuato in questa direzione, nello strutturare la sede in provincia, come detto, in quel di Fidenza, ampliandola e sviluppandola fino ad occupare, oggi, circa 16.000 mq quadrati. Ci lavorano oltre 200 dipendenti, ci sono asilo nido, sale eventi, bar, magazzino, ufficio stile, il commerciale, l’amministrativo, l’ufficio ingegneria informatica (che ha inventato gli store stylist, colonne/computer al plasma touchscreen, situate in tutte le boutique, capaci di simulare gli abbinamenti degli abiti up-to-date, richiesti dalla cliente: basta far acquisire il codice identificativo di un capo e si vede una model- la sfilare con indosso tutte le varianti inserite), e quello del modellismo produttivo.

In sintesi, è a Fidenza che si realizzano le idee degli stilisti, se ne testa la praticità, si correggono le imperfezioni, a garanzia di un made in Italy a tutta prova. L’azienda sembra un campus universitario, immerso nel verde della campagna emiliana, con vetrate panoramiche. Rappresenta la filosofia aziendale di personale avanguardia voluta da Negra, pervasa da uno spirito internazionale, un headquarter eco-compatibile, studiato come un centro universitario, dove non è necessaria la giacca e la cravatta, dove si parla molto spesso inglese e dove, a mezzogiorno, ci si incontra nella grande hall dell’ingresso attrezzata con bar e ristorante che serve piatti light ma anche quelli della eccellente cucina locale. Il campus di Pinko (un vero e proprio business di famiglia, poiché oltre alla mo- glie Cristina, alla guida del Centro Stile, vi lavorano le due figlie Caterina e Cecilia, impegnate su pro- dotto e marketing), ha persino l’aula magna, dove si tengono lezioni di aggiornamento sulla politica aziendale aperte a tutti, commessi compresi: la mission di Pinko, d’altronde, è innovazione costante, fatta di qualità italiana, condivisione e attenzione al fattore umano. Nel corso degli anni, il brand ha creato un modello di donna risoluta, femminile, metropolitana, ironica, interessata all’oggi, ed ha potuto fruire di interpreti d’eccezione quali Alessandra Ambrosio, Naomi Campbell, Elle MacPherson, Carmen Kass ed Eva Herzigova, solo per citarne alcuni.

L’OROLOGIO PINKO TIME

L’estensione del concept Pinko all’accessorio orologio ancora mancava e, in tal senso, il brand ha avviato da poco meno di un anno la collaborazione, a livello worldwide, con la Energy Power srl, associata al Timexpose Group, realtà leader nella produzione e commercializzazione di segnatempo. Stefano Abbati, Direttore Generale di Energy Power nonché fondatore e AD di OK Original Kreation, per i marchi Harry Williams e John Dandy) sottolinea: “Pinko è un importante marchio rappresentativo del ‘fast fashion’, o anche, a seconda delle interpretazioni, dell’accessible luxury, un brand aspirazionale, uno degli ultimi sul mercato a non prevedere ancora una licenza ‘orologiera’. È ben conosciuto sia in Italia che all’estero. La sua interpretazione del segnatempo, destinato esclusivamente alla donna, fresca, modaiola, colorata e, per certi versi informale, mancava nello scenario dell’accessorio orologio-gioiello. Una diversità che può inserirsi positivamente in un contesto nel quale noto, da tempo, una sostanziale mancanza di creatività.” Ecco, quindi, confermato da Abbati il claim propugnato da Negra, “Just under the top”, il lusso accessibile, la migliore alternativa all’haut-de-gamme. Gli fa eco Christian Impellizzeri, brand manager di Pinko Time: “Il brand Pinko, ribadisco, nell’ambito della moda è riconosciuto a livello internazionale. Da qui l’idea e la volontà di proporre un prodotto che ne potesse rispecchiare il DNA, riprendendone le linee, i colori e le tematiche. La continua ricerca di forme e stili al passo con la moda ci ha permesso di creare un orologio innovativo e fashion al tempo stesso, che ci differenzia dai competitor per la possibilità di osare attraverso colori, materiali e soluzioni “tecnico-fashion” di sicuro appeal. Gli orologi, come tutti gli accessori a firma Pinko, ne rappresentano l’essenza più profonda, ovvero la filosofia di marca che si propone di offrire un prodotto di grande qualità, di lusso, che rimane accessibile e dove il design Made in Italy è il dettaglio che fa la differenza.

Questa collezione che identifica il classico orologio bracciale con cassa di forma da 18 x 20 mm, realizzata in continuità sul tratto del bracciale, s’identifica per la realizzazione in ceramica (sia per la cassa, che per il bracciale). Le tonalità sono bianco, nero, grigio titanio, albicocca, rosa e azzurro tenue. Il quadrante, protetto da vetro minerale, ton sur ton è full color, con l’unica licenza, a ore 12, del logo PINKO in acciaio con finitura IP nei colori dell’oro rosae oro bianco, in abbinamento con lancette a bastone. Il bracciale, definito da una struttura tridimensionale a “piramidi”, è illuminato mento di prezzo dall’applicazione di cristalli Swarovski, due per fila. Impermeabilità fino 3 atmosfere. Movimento al quarzo, calibro Miyota 5Y20. Prezzi al pubblico: da 170 a 280 euro.

L’elevato contenuto creativo del brand ci permette di giocare con i classici canoni e stilemi dell’orologeria mettendoli al servizio di un pubblico giovane e attento ai particolari. Basti pensare alla ceramica, alla maglia milanese, alle fibbie magnetiche…”.

Fondamentale in un simile contesto di offerta, il segmento di prezzo nel quale operare. Continua Impellizzeri: “Il posizionamento è abbastanza trasversale nell’ambito della fascia commerciale. L’obiettivo è di tocca- re il pubblico femminile e in prima battuta le appassionate del brand, che con l’orologio possono completare il look Pinko preferito. Il pubblico che segue la moda è molto attento, da un lato, e disponibile, dall’altro, ad ‘investire’ per sfoggiare sempre le ultime novità. Per rispondere alle diverse esigenze, le collezioni Pinko spaziano dai materiali più pregiati e quindi costosi, alle versioni più smart, come per esempio gli orologi estivi di plastica colorata, divertenti e con un twist alla Pinko a partire da 88 Euro.” Sul fronte distributivo, le strategie, evidenziate da Abbati, sono molto chiare: “In questi mesi, fino a dicembre, ci muoveremo decisamente sul mercato italiano, per poi, verso la fine dell’anno, andare a premere l’acceleratore sui mercati europei e, successivamente, sul Far East e sugli Stati Uniti, dove certamente adotteremo piani di collaborazione con le grandi catene. In Italia, l’obiettivo distributivo è quello delle 800 porte”.

Prosegue Impellizzeri, entrando nello specifico: “Il progetto di sviluppo della distribuzione del brand Pinko Time include il posizionamento del prodotto sia negli store dei centri commerciali, sia all’inter- no delle catene, fino ai concessionari tradizionali. Naturalmente, una selezione di creazioni è in vendita anche nelle boutique monomarca Pinko. La politica distributiva è gestita con un principio di qualità che riguarda la selezione di punti vendita e la successiva gestione ed esposizione dei prodotti nel punto vendita stesso. Il progetto è partito da poco meno di un anno e ad oggi siamo in continua crescita ed evoluzione, registriamo un forte sviluppo sia sul normal trade, sia sulle catene, con l’obiettivo di incrementare la distribuzione nel periodo natalizio al fine di definire una rete la più capillare possibile nell’ottica di ottimizzare al massimo la prossimità al nostro cliente potenziale.” Per raggiungere queste finalità, si rende evidentemente, opportuno incrementare la visibilità del marchio all’interno degli spazi commerciali, e, in tal senso, interviene Nicolò Abbati, parte integrante del Sales Management di Energy Power: “La visibilità e riconoscibilità sono alla base del nostro credo commerciale e la collaborazione con un grande conoscitore di questi aspetti – Gianluca Locatelli – ci sta permettendo di trovare ottima accoglienza all’interno delle vetrine dei nostri partner. Siamo convinti che il punto vendita, essendo il luogo in cui si incontrano prodotto e consumatore, debba essere sempre più uno degli obiettivi dei nostri investimenti di marketing.” E aggiunge: “A causa dell’assenza di rinnovamento e di una con- giuntura non certo positiva, il mondo dell’orologio è in flessione rispetto agli anni precedenti, ma riteniamo che attraverso la collaborazione tra noi e il cliente, con la proposta di prodotti innovativi che si differenzino rispetto allo scenario attuale, si potrà riavvicinare l’appassionato al settore favorendo la ripresa e le vendite, garantendo contestualmente una marginalità soddisfacente per i nostri partner”.

La collezione s’ispira alla forma dell’esotico durian, frutto spinoso diffuso nel sud-est asiatico. Una silohuette pungente, infatti, connota la cassa in policarbonato da 35,5 x 40,5 mm, impreziosita dalla lunetta decorata da cristalli Swarovski, a fare da contraltare ai cabochon “orari” sul quadrante soleil. Sviluppata in versioni monocromatiche, la collezione spazia dai colori tenui, turchese, rosa e champagne, alle tonalità più intense, viola e blu, per chiudere con le varianti nei toni silver, quasi impalpabile, e nero, in cui corona, lunetta ed “escrescenze” sulla carrure (così come i cabochon sul quadrante), sono realizzate in acciaio IP Rose Gold, anziché in semplice acciaio. Aggiunge una nota fashion il cinturino di plastica colorata trasparente, percorso da due file di cabochon applicati, con un effetto glitterato che lascia filtrare la luce e la riflette in un variegato ventaglio di cromie. Definisce l’insieme un vetro minerale, per un’impermeabilità fino a 3 atmosfere. Movimento al quarzo, calibro Miyota 2035. Prezzi al pubblico: da 88 a 98 euro.

 

Interessante, giunti a questo punto, focalizzare sulle caratteristiche del prodotto e sulle collezioni, nonché sul target femminile selezionato da Pinko Time, temi sui quali approfondisce Impellizzeri: “Il successo riscontrato dai dati di vendita della collezione che comprende gli orologi con bracciale in maglia milanese [orologio in copertina, ndr], ci hanno spin- to a rinnovarla per la prossima stagione, con nuovi colori che prendono spunto dalle creazioni moda Pinko, proponendo un’idea nuova per il quadrante. Oltre all’animazione delle collezioni bestseller, c’è in cantiere lo sviluppo di due nuove linee che traggono ispirazione dagli elementi più caratteristici e distintivi delle iconiche borse Pinko. In quanto al target femminile, la donna Pinko Time, come dicevo, è prima di tutto un’appassionata del marchio. Il range di età va dai 20 ai 45 anni, quindi una giovane donna alla moda, indipendente e amante della cura di sé. Per soddisfare le clienti, in questa fascia, con- fermo un posizionamento delle collezioni tra gli 88 e i 200 euro.” Per comunicare il mood di stagione ed esaltare il concept della massima cura al prezzo più accessibile, Pinko Time, come puntualizzato da Impellizzeri, “svilupperà strategie d’immagine in sinergia con l’azienda madre, nell’ottica di lancia- re al cliente finale un messaggio coerente su tutti i fronti. Per l’autunno saremo in campagna con nuovi visual che troveranno eco nei materiali per l’allestimento delle vetrine, fino alle immagini pensate per i Social, strumento molto in sintonia col nostro target. Al centro del messaggio, comunque, il prodotto, protagonista assoluto”.

Per riassumere questo lungo excursus sul Pinko e Pinko Time, potremmo dire di trovarci di fronte ad un brand, in cui estro creativo e qualità sono i valori portanti, espressi in collezioni fondate su contemporaneità, innovazione, spirito di condivisione e un’idea di stile trasversale. Pinko è un marchio con un grande contenuto-moda, dai prezzi accessibili, pensato per donne dai venti ai quarant’anni, con forte personalità e voglia di mettere in risalto il loro sex appeal. Come ha sostenuto il Presidente Negra, “per fare moda bisogna essere bravi imprenditori, sempre però attenti al mondo che ci circonda. Occorre avere le antenne tese al mercato, saper captare con largo anticipo i desideri della gente e proporre il prodotto giusto al momento giusto”. E conclude con una frase emblematica: “Siamo pronti a vivere il contemporaneo e a disegnare il futuro, insieme con ogni donna”.

 

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