FRANCK MULLER: I 25 ANNI DI UN BRAND RIVOLUZIONARIO

Un approfondimento dall'Annuario Marche di Orologi in Italia 2017

25 maggio 2017

Vartan Sirmakes, CEO del Gruppo Franck Muller, che ha fondato 25 anni fa assieme allo stesso Muller.

Venticinque anni or sono nasceva il fenomeno Franck Muller. Sembra ieri, tanto velocemente è trascorso il tempo dell’Alta Orologeria da quel momento, snodo storico cruciale perché gli schemi lenti e paludati dell’haut-de-gamme elvetica fossero messi in discussione e, anno dopo anno, abbattuti e rimodellati su presupposti operativi e organizzativi completamente diversi. L’ecletticità tecnica di Muller, capace di soluzioni e Prime Mondiali fino ad allora inedite, e di una rapidità progettuale ed esecutiva impensabile, dimostrò che avere capacità in primis, e poi idee e spirito imprenditoriale, poteva essere sufficiente per divenire protagonisti nel settore. Per celebrare questo significativo anniversario, Franck Muller è tornato lì dove tutto è cominciato, ossia il Cintrée Curvex, con un’edizione particolarissima, associandovi la modernità della collezione Vanguard con varianti scheletrate, e dando avvio a progetti di ampliamento, a partire della storica sede di Watchland, per continuare con l’affascinante tenuta di Grand Malagny e concludere con la boutique ginevrina estesa alla Tour de l’Ile.

Molti appassionati non sanno, probabilmente, che un giovane Franck Muller allievo della prestigiosa Scuola di Orologeria di Ginevra, stupì il corpo docente, “personalizzando” un Rolex Oyster con un calendario perpetuo, da lui concepito e progettato. Un pezzo unico (e, forse, ancora ricercatissimo), che spinse questo eccezionale talento della meccanica orologiera a specializzarsi nel restauro di modelli antichi e di gran pregio, tanto da divenire in breve tempo, uno dei più richiesti professionisti da parte dei migliori collezionisti in tutto il mondo. Ricordo come fosse ora, quando Franck mi raccontava delle nottate trascorse in cucina per ridar vita a capolavori di Breguet o Patek Philippe. Gli addetti ai lavori di lungo corso, però, ricorderanno sicuramente, a Basilea, nel 1991, Franck Muller e il compianto Roberto Carlotti (colui che, per primo ebbe il fiuto e l’intuito, per capire come “disciplinare” e trasformare un genio destinato a pochi, in un fenomeno che avrebbe rivoluzionato i paludati schemi dell’haut-de-gamme) girare per i saloni con, sotto braccio, concept e progetti per un’orologeria meccanica e complicata, ma diversa nell’impostazione, nell’organizzazione, nella comunicazione. Quell’idea, l’anno successivo divenne realtà, sulla scia di una cassa straordinaria quale la Cintrée Curvex, un benchmark ancora oggi attualissimo, fonte d’ispirazione costante per molte Maison. Compagno d’avventura di Franck Muller era Vartan Sirmakes, preparato e manageriale, imprenditore nel campo della gioielleria, nato a Istanbul, discendente di una famiglia armena, già introdotto in Svizzera con molteplici attività nel segmento degli oggetti preziosi, il quale, ricordando quel periodo, afferma: “All’inizio degli anni ’90, l’Industria Orologiera Svizzera si trovava nel bel mezzo di una crisi, e molte aziende si erano trovate in difficoltà a fronte del grande sviluppo ed affermazione dei movimenti al quarzo. Fu, perciò, veramente rischioso muoversi in controtendenza e focalizzare la propria produzione esclusivamente su calibri meccanici con complicazioni. Il segmento dell’Alta Orologeria era fortemente legato alla tradizione e, conseguentemente, non molto aperto all’innovazione, specialmente in termini di design. Così, fu un atto di puro coraggio introdurre una cassa di forma tonneau, nota come Cintrée Curvex, qualcosa di precedentemente mai visto sul mercato: una cassa ricurva su tre dimensioni, che determinò un grandissimo impegno tecnico sia in fase di progettazione che di produzione. Inoltre, la presentazione di quadranti su tonalità luminose come il royal blu, fu un ulteriore e rivoluzionario passo nell’universo dell’Alta Orologeria. Da quel momento, il marchio ha introdotto diverse Prime Mondiali, pezzi eccezionali che si sono distinti per l’unicità e per la loro cifra stilistica. Dal Giga Tourbillon, il più grande tourbillon al mondo [gabbia da 20 mm di diametro, ndr], al più veloce, il Thunderbolt [rotazione di 360° in 5 secondi, pari a 12 giri in un minuto, ndr]. E dall’orologio più complicato da polso, l’Aeternitas Mega 4, con le sue 36 complicazioni e 1483 componenti, all’Evolution 3-1, un tourbillon tri-assiale, ogni singolo esemplare Franck Muller è un vero simbolo di passione per questo mestiere e dimostrazione di savoir-faire unico. L’impostazione manifatturiera è testimoniata dalla storica sede di Watchland, a Genthod, ampliata nel 2001 e, oggi, oggetto di ulteriori estensioni. Quest’anno, poi, in occasione del 25° anniversario del brand, Franck Muller ha avuto l’onore di presentare le nuove collezioni presso la splendida tenuta di Grand Malagny, totalmente restaurata.” Già, proprio all’interno di questo sito, per celebrare tale importante anniversario, Franck Muller ha organizzato, il 17 gennaio scorso, durante la consueta W.P.H.H., una cena di gala per 600 invitati, ed erano anni che non lo faceva.

In questo rendering, ecco come apparirà Watchland, la storica sede di Franck Muller a Genthod, sulle colline che affacciano su Ginevra, alla fine dell’ultimo ampliamento, quando altri due edifici, per un totale di 16.000 mq aggiuntivi, integreranno il sito manifatturiero, centralizzando ulteriormente i processi produttivi.

Una scelta decisamente significativa, sia per onorare il passato, sia, e soprattutto, per sottolineare la costante visione in prospettiva, come evidenziato da Sirmakes: “L’espansione è il vero piatto forte del nostro spirito indipendente. Per la prima volta, quest’anno, siamo stati orgogliosi di presentare la nuova collezione, durante la W.P.H.H., nello storico edificio di Grand Malagny, importante eredità architettonica e culturale della città di Ginevra, da noi restaurato. A Watchland, stiamo attualmente costruendo due ulteriori edifici, aggiungendo un’area di lavoro complessiva di ben 16.000 mq, che ci consentirà di centralizzare l’attività e di raggruppare parte delle nostre fabbriche di componenti, al momento situate a Meyrin. In aggiunta, poi, alla tenuta di Grand Malagny, siamo molto fieri dell’acquisizione di un altro edificio chiave della storia urbanistica ginevrina: la Tour de l’Ile. Ubicata in uno dei distretti più ricercati della città, Saint-Gervais, è l’unico elemento rimanente di un castello costruito nel XIII secolo. Nel 1896, una nuova struttura ispirato all’Art Déco, fu attaccata alla torre, quale parte importante di un profondo rinnovo architettonico. Nel 1996, abbiamo rilevato il piano terra di questo edificio semi-indipendente, al fine di creare la nostra raffinata boutique, con le sue famose finestre colorate, per poi acquistare, nel 2015, l’intera struttura, comprensiva della torre. Ora ci stiamo avviando una grande operazione di ristrutturazione, al fine di ampliare la boutique e di estenderla su tutta la torre. Con questo nuovo progetto, intendiamo radunare il meglio del brand in un’unica area espositiva e commerciale, ed offrire ai nostri clienti un vero viaggio all’interno del marchio e dell’eredità culturale ginevrina”. Un segnale, questo, molto chiaro, su quelle che sono le strategie distributive del marchio: “In verità, stiamo aprendo sempre più boutique esclusive” – sostiene Sirmakes -, “poiché esse riflettono il vero spirito del brand. Come ho già detto, vogliamo consentire ai clienti di entrare approfonditamente nel mondo Franck Muller, per scoprire le nostre eccezionali complicazioni, comprendere i nostri valori e sperimentare il nostro savoir-faire unico. L’obiettivo è che le nostre boutique costituiscano un riferimento nell’universo dell’Alta Orologeria.” Il tutto, nel segno, poc’anzi evidenziato, dell’indipendenza. A tal proposito, puntualizza, con orgoglio il CEO: “Abbiamo la libertà di creare orologi mai visti prima, unici sia in termini di design che di complicazioni. La nostra indipendenza, societaria, organizzativa e di produzione, ci consente di creare tendenze, invece che di seguirle. La magnifica sede della Franck Muller è una vera fonte di ispirazione, per noi e per i nostri valenti orologiai specializzati, nel contesto mozzafiato del Lago Lemano e con vista privilegiata del Monte Bianco”.

Cintrée Curvex realizzato per festeggiare il 25° anniversario di Franck Muller. Meccanico automatico, sulla cassa in oro rosa da 39,6 x 55,4 mm, sono stati incisi i numeri arabi stilizzati della Maison, rivestiti in ceramica nera e, successivamente, lavorati per “immergerli” nel metallo prezioso eliminando ogni rilievo. Il quadrante è laccato con numeri arabi applicati e logo del 25° al 6.

Non c’è tempo, dunque, di ricordare i pionieristici trascorsi, tante le idee concrete e le strategie concentrate sul futuro, non solo sintetizzate dai suddetti investimenti ma, evidentemente, dalle novità presentate, che hanno visto protagonista la collezione Vanguard. Inevitabile, comunque, il doveroso omaggio a questo 25mo, altrettanto inevitabilmente con un Cintrée Curvex, automatico, sulla cui cassa in oro rosa, la Maison ha effettuato il suo caratteristico gioco con le cifre arabe, prima incidendole, poi ricoprendole con la ceramica, e lavorando, infine, il tutto per mescolare e armonizzare i materiali in un unico spessore; il quadrante laccato accoglie le cifre arabe in rilievo e il logo dell’anniversario. Tornando, quindi, alla linea Vanguard, evoluzione sportiva e moderna, ça va sans dire, della Cintrée Curvex – maggiore incidenza dell’asse orizzontale, superiore curvatura sull’asse verticale rispetto alla “capostipite”, impostazione strutturale a sandwich di lunetta e fondello, modifica sull’aggancio del cinturino, non più mediante barretta telescopica a molla a scomparsa, ma inserito tra le estremità superiore e inferiore di lunetta e fondello e fissato con due viti invisibili -, ecco il Gravity in versione Skeleton, meccanico manuale (calibro CS-04.SQT), nella classica misura da 44 x 53,7 mm, nelle varianti in carbonio, titanio PVD black, acciaio e oro. Il tourbillon Gravity, come noto, non è un “comune” tourbillon, in quanto la gabbia prevede una composizione singolare e innovativa: girevole nei canonici 60 secondi è realizzata in alluminio anodizzato a tre bracci, che, a motivo del bilanciere eccentrico rispetto all’asse di rotazione del tourbillon, ha imposto ai ponti di sostegno della stessa la configurazione di una forma ellittica, da 21,2 x 7,7 millimetri. Misure notevoli, determinate anche dal diametro del suddetto bilanciere, di ben 14 mm, e da un design della gabbia che chiude alla vista lo scappamento, inserendolo tra due placche circolari e facendone osservare la rotazione, attraverso l’ingaggio dei denti con le palette in rubino dell’ancora. Tale dimensione ha determinato il decentramento verso l’alto delle lancette di ore/minuti, e il tutto è reso visibile sia lato quadrante che attraverso il fondello. Nel Vanguard 7 Days Power Réserve Skeleton (manuale, calibro FM 1740), disponibile nelle medesime varianti del Gravity suesposto, l’architettura dei ponti scheletrati è geometrica su assi paralleli e radiali con bilanciere, con viti di compensazione, al 8/9, piccoli secondi diretti al 6 e bariletto performante al 12. La medesima impostazione dei ponti squelette, connota, poi, l’affascinante Vanguard Skeleton Sapphire, manuale con tourbillon al 6 (calibro manuale FM 2001), la cui cassa, lunetta e fondello sono ricavati da un unico blocco di cristallo zaffiro (due mesi per la realizzazione della cassa e altri due per la finitura a garanzia della massima trasparenza). E non manca, infine, una sofisticata interpretazione ultrapiatta manuale, denominata Vanguard Slim, nella variante in oro rosa con piccoli secondi al 6 e elegante quadrante nero lavorato a soleillage, con numeri arabi stilizzati a rilievo, per i puristi del segna- tempo. Aggiunge Sirmakes: “La

Vanguard Gravity Skeleton, nella versione in titanio PVD Black satinato, in cui spicca il tourbillon Gravity con la sua gabbia a tre bracci in alluminio anodizzato blu (il colore può essere personalizzato), che ha imposto il decentramento verso l’alto delle lancette di ore/minuti. All’interno della cassa da 53,7 x 44 mm, con uno spessore di 15,1 mm, pulsa il movimento meccanico manuale, calibro CS- 03.SQT, che ha le seguenti caratteristiche: 18.000 a/h, 24 rubini, 5 giorni di riserva di carica, 237 parti complessive.

collezione Franck Muller è molto ampia e possiamo, così, presentarci ai clienti con una vasta selezione di orologi, tutti identificativi in termini di design, materiali, forma e complicazioni. Cintrée Curvex, evidentemente, è la forma iconica, mentre la linea Vanguard si segnala per il suo carattere forte e il suo immediato impatto visivo. La modernità del concept Vanguard, poi, sempre mantenendo il DNA originario di Franck Muller, si esplicita nella maggiore predisposizione ad accogliere nuovi materiali, come il carbonio e lo zaffiro, e nella possibilità offerta ai clienti di personalizzare il loro orologio con un’ampia scelta di colori.

In particolare, il nuovo Gravity Skeleton mescola know-how tecnico, esperienza realizzativa e tradizione unica. La costruzione originale del movimento la si può cogliere nella forma dei ponti, che sono stati trasformati ed elaborati su tratti concavi e convessi, conferendo all’orologio un design esclusivo. Il focus 2017 sulla collezione Vanguard, comunque, non ci sta impedendo di lavorare su molti accattivanti progetti, centrati sia sul design che sulle complicazioni.” Dunque, la globale flessione dei principali mercati internazionali, che ha raggiunto il suo picco nel 2016, non turba più di tanto Sirmakes: “Sebbene l’industria orologiera abbia vissuto momenti difficili nel 2016, noi siamo rimasti fiduciosi e abbiamo sempre creduto nei nostri prodotti e nella forza del marchio: in tal senso, torno a ricordare che quando abbiamo lanciato Franck Muller, ci trovavamo in un periodo di forte crisi, dunque siamo abituati ad operare in un simile contesto. Grazie alla passione dei team di lavoro e all’unicità dei nostri prodotti, siamo riusciti ad ottenere, lo scorso anno, buoni risultati. La gente ama il brand non solo per il design pionieristico dei suoi orologi, ma anche per la sua filosofia. Come tutti i marchi d’Alta Orologeria più importanti, abbiamo dovuto fronteggiare un rallentamento, ma siamo rimasti molto forti nel Far East, principalmente ad Hong Kong, Singapore e Giappone. Franck Muller, in virtù della sua indipendenza, sa essere molto reattivo, adeguando i propri orologi alle aspettative di un’ampia percentuale di clienti”.

Innovazione, tecnica, avanguardia, storia, Franck Muller continua a miscelare questi elementi da par suo, pur sempre immerso nella migliore tradizione ginevrina, che interpreta con rispetto, ma senza paura di dare, anno dopo anno, il suo personalissimo contributo. Conclude il CEO: “Fin dall’inizio, il brand si è rivolto ad un target di appassionati interessato alla buona orologeria meccanica. Anche se i trend cambiano costantemente, tali appassionati cercheranno sempre orologi che esprimano complicazioni uniche e manifestino un design pionieristico.”

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