Franck Muller: il lungo volo del talento

Franck Muller è stato, sostanzialmente, il brand che ha fatto emergere ed accelerato esponenzialmente il processo di cambiamento dell’Alta Orologeria, da ristretto circolo d’élite destinato alle Maison con secolare tradizione, a territorio di conquista da parte di chi avesse talento, in primis, idee e spirito imprenditoriale. E di talento, Franck Muller ne possedeva assai, in particolare per le grandi complicazioni, tanto da creare, negli anni ’80 prime mondiali a ripetizione. Nel 1992, dopo aver realizzato il modello da polso più complicato di allora, intuì che era giunto il momento di trasformare un prodotto unico per pochissimi appassionati, in un concept più esteso e diversificato, pur sempre di altissimo livello, ma a disposizione del pubblico. E, così, con la cassa Cintrée Curvex, le sue geniali capacità tecniche ed un compagno d’avventura, Vartan Sirmakes, preparato e manageriale, è partito… e non si è più fermato. Oggi, le collezioni Vanguard e Yachting sono l’ultima interpretazione del suo pensiero, con l’immancabile tourbillon, ovviamente.

13 marzo 2016

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Afferma Vartan Sirmakes, CEO del Gruppo Franck Muller: ”Dal momento in cui il brand è stato creato, abbiamo sviluppato orologi che non si erano mai visti prima. Franck Muller,  conosciuto anche come ‘Master of Complications”, ha sempre avuto una forte personalità, basata su di un patrimonio tecnico e uno spirito innovativo d’eccezione, che ci permettono di continuare a realizzare design audaci, moderni e all’avanguardia. Modelli iconici, unitamente a nuove collezioni, contemporanee e distintive ci consentono oggi di proseguire sulla strada del successo”. Ecco, queste parole sintetizzano egregiamente il percorso di un marchio tuttora giovanissimo – non ha raggiunto ancora il quarto di secolo di attività -, ma per quanto prodotto in questi decenni, assimilabile a storiche Maison dall’ultracentenaria tradizione. Abbiamo sempre in mente le parole del compianto Roberto Carlotti – il cui figlio Emiliano prosegue la sua attività di distributore Franck Muller sul mercato italiano -, un veneziano dall’occhio lungo, che avendo intuito le potenzialità del giovane Franck, allora poco più che trentenne, ricordava come nei primissimi anni ’90 percorreva con Muller i saloni della fiera di Basilea con i disegni tecnici arrotolati sotto il braccio, in cerca di potenziali finanziatori e sponsor per una nuova impresa imprenditoriale. Sembra la scenografia di un film, ma è pura realtà. Quel giovane ragazzo che progettava, costruiva ed assemblava le sue complicazioni nella cucina della sua abitazione, di lì a poco spiccò il volo, e la sua affermazione fu il chiaro segnale che l’Alta Orologeria, costruita fino a quel momento, sui grandi nomi storici della straordinaria tradizione elvetica, rigorosamente indipendenti, stava cominciando a cambiare il suo assetto, ad andare più veloce, controvertendo le regole dettate dalle placide atmosfere che si respiravano nell’area che si distende da Ginevra alla Vallée de Joux. Da quel momento in avanti, gli iconici pilastri dell’haut-de-gamme hanno dovuto ricominciare a riorganizzarsi, dando vita, pian piano a raggruppamenti strutturati, per far fronte ad investimenti crescenti in ricerca e sviluppo e, sull’altro fronte, altri talentuosi Maestri orologiai come Franck, hanno trovato forza e motivazioni per avventurarsi sul mercato, con dei solidi obiettivi. Muller, quando capita di conversare con lui informalmente, evidenzia sempre con orgoglio: “Il mio desiderio è quello di essere ricordato come colui che ha aperto la porta dell’industria a una nuova ventata di energia e a nuovi orologiai, come uno fra quelli che ha passato ‘il bastone’ da una generazione all’altra, come colui che, in qualche modo, ha continuato la storia meravigliosa dell’orologeria”. E sottolinea anche che buona parte degli studenti di orologeria della sua generazione  non erano disposti ad accettare nuovi modelli di business e nuove idee; in particolare, non ammettevano che un orologio potesse essere acquistato ad un prezzo e venduto al doppio. Lavoro di anni, costi elevati sostenuti, gestiti come una comunissima mercanzia, impensabile: per il puro orologiaio, creatore di un’opera d’arte meccanica, il segnatempo non poteva essere associato al business. Ma così stavano andando le cose e Franck, che proveniva da una famiglia d’imprenditori (il papà produceva calzature di alta qualità), non disdegnava il fatto che il suo lavoro potesse essere gestito in modo funzionale al puro guadagno. Insomma, le pagine del grande libro dell’Alta Orologeria stavano accogliendo un nuovo capitolo, in cui ai raggruppamenti delle Maison tradizionali, si contrapponeva una filosofia d’indipendenza portata avanti dai nuovi “attori”. Un dettaglio questo, confermato da Sirmakes che, con Muller, ha strutturato una filiera produttiva distribuita su diversi centri, ma solidamente basata sull’headquarter di Genthod, dominato da un maniero neo-gotico sulle colline del lago Lemano, denominato “Watchland”: “Fin dalla sua creazione, la Franck Muller ha sempre voluto allontanare i confini dell’Alta Orologeria, introducendo pezzi unici. La nostra indipendenza produttiva ci garantisce la libertà di creare capolavori  personalizzati. Recentemente, abbiamo annunciato che, alla fine del 2017, aggiungeremo ben 16.000 metri quadrati operativi presso Watchland. Disponiamo di 6 centri produttivi in Svizzera e il nostro obiettivo è di concentrare e ampliare la produzione presso l’headquarter”. Impensabile, immaginare, che in poco meno di 25 anni si sarebbe arrivati alla strutturazione di un simile colosso (Franck Muller è, esso stesso, un vero e proprio gruppo, comprendente marchi quali Barthelay, Backes & Strauss, European Company Watch, Pierre Michel Golay, Rodolphe, Smalto Timepieces e Roberto Cavalli by Franck Muller), muovendo da eccezionali première mondiali e da quella straordinaria cassa che risponde al nome di Cintrée Curvex – un tonneau di assoluta complicazione, tanto per cambiare, in cui, da un punto centrale sferico di equilibrio, si diparte la costruzione tridimensionale delle curve -.

In tal senso, particolarmente significativo è quanto aggiunge il CEO, in merito alla complessa fase vissuta dal settore in quest’ultimo periodo: “Come tutte le aziende di orologeria, cercheremo di fronteggiare questo rallentamento, ma siamo molto fiduciosi nel futuro e abbiamo avviato molti stimolanti progetti: nuovi prodotti, eventi, apertura di nuove boutique e, come accennato, l’espansione del Watchland Headquarter a Genthod. Quando abbiamo creato la Franck Muller, l’industria dell’orologeria stava già attraversando una grande crisi, siamo dunque abituati ad una situazione del genere!”.

Complicazioni e Tourbillon

Dunque, i capisaldi su cui è stato costruito il successo attuale di Franck Muller sono la cassa Cintrée Curvex, i pezzi unici e un savoir-faire tecnico centrato, specificamente, sull’allure e sulle potenzialità evolutive del tourbillon. Un anno chiave, in questo senso, è stato il 1992, quando, dopo sei/sette esemplari eccezionali, realizzò il più complesso modello da polso mai effettuato fino ad allora: Grande e Piccola Suoneria, ripetizione minuti, calendario perpetuo con mese retrogrado, fasi lunari e 24 ore;  su questo “schema”, tre anni dopo Muller inserì il Tourbillon. E la personale “sfida” di Franck Muller al tourbillon, come il Revolution – un tourbillon la cui gabbia, visibile lato quadrante, era mobile sull’asse verticale, in virtù della pressione su di un pulsante all’8, con il contestuale scatto delle lancette di ore e minuti al 12, per consentire di ammirare senza interferenze la rotazione dell’organo regolatore –, il  Revolution 2 (tourbillon su 2 assi), il Revolution 3 (tourbillon su tre assi) e l’Evolution 3-1, ne comportò, negli anni, il costante abbinamento alle grandi complicazioni,  fino ad arrivare alla collezione Aeternitas (messa a punto con il contributo di un Maestro straordinario come Pierre Michel Golay), sviluppata su 4 modelli  (denominati Mega), l’ultimo dei quali, il Mega 4, prevedeva oltre 20 complicazioni visibili, tra cui evidenziamo: Grande Suoneria, Piccola Suoneria/Silenzio, Ripetizione Minuti, Carillon Westminster su ciascuna modalità selezionata (Grande Suoneria, Piccola Suoneria o Ripetizione Minuti): indicazione della Riserva di Carica del movimento (4 giorni); indicazione della Riserva di Carica della suoneria (24 ore); Tourbillon volante; ricarica automatica su micro-rotore; Calendario Perpetuo; data retrograda; Calendario Secolare; indicazione degli anni secolari; fasi lunari astronomiche; equazione del tempo marciante; tre fusi orari; cronografo sdoppiante su tre ruote a colonne; contatore dei minuti istantanei a cricco libero; ore crono retrograde fronte quadrante. Insomma un orologio semplicemente “mostruoso”. Franck Muller ama evidenziare che dall’esemplare del 1992 al Mega 4, ha voluto sfidare i competitor a rispondere al livello delle sue complicazioni, e ogni volta che si verificava una risposta equivalente o superiore, Franck e il suo team si rimettevano al lavoro per spingere la complessità su piani sempre più elevati. Lo ha definito uno sport, incredibilmente faticoso e costoso, ma un sport, nel quale si tratta di vincere e di poter affermare di averlo fatto. Sul fronte peculiare del tourbillon, merita, poi,  menzione il Giga Tourbillon (2011), meccanico manuale, dotato della più ampia gabbia del tourbillon al mondo (20 mm di diametro), evolutosi, due anni dopo, nel Giga Gong Tourbillon, sempre alimentato da quattro bariletti, sovrapposti a coppie e posizionati in serie, a garanzia di una riserva di carica di 6 giorni (40 ore con suoneria attivata), ma con l’aggiunta della suoneria al passaggio su richiesta (al contrario di quella classica, non ci sono automi e avviene  l’indicazione precisa del numero delle ore ad ogni passaggio). Per non parlare del Thunderbolt Tourbillon (2012), il tourbillon più veloce al mondo, in grado di compiere una rotazione di 360° in 5 secondi e, conseguentemente, 12 giri in un minuto.

L’attualità: Vanguard, Yachting, Backswing

Dato, però, che la Maison di Genthod è abituata a non riposare mai sugli allori, era inevitabile attendersi lo spunto d’avanguardia, puntualmente arrivato con la significativa denominazione di Vanguard, evoluzione sportiva e moderna, ça va sans dire, della Cintrée Curvex. In merito a questo, virtuoso legame, sottolinea Sirmakes: “In verità, abbiamo avuto ottimi riscontri dalla collezione Vanguard. Una linea che incarna realmente un nuovo design contemporaneo, senza perdere il link con il nostro DNA. Nel contempo, però, aggiunge quel tocco sportivo, molto apprezzato dal pubblico di riferimento. Anche se, oggi, noi stiamo puntando molto sulla collezione Vanguard, la nostra iconica linea Curvex rimane, comunque, il simbolo di Franck Muller e sappiamo bene quanto questi emblematici orologi continueranno sempre a sedurre”.

La collezione Vanguard, inizialmente sviluppata nel solotempo e nel cronografo, con le medesime misure, 53,7 x 44 mm – equipaggiati con calibri automatici e disponibili in acciaio, titanio (anche DLC nero), oro rosso ed ergal rosso,  particolare lega d’alluminio connotata da un’ottima resistenza – , esplicita, come sopra accennato una caratterizzazione più sporty, a partire da una maggiore incidenza dell’asse orizzontale, accompagnata da una superiore curvatura sull’asse verticale, rispetto alla Cintrée Curvex. Anche la costruzione della cassa stessa è più aggressiva, con un’impostazione a sandwich di lunetta e fondello, ad abbracciare la carrure, sagomati sui fianchi per lasciar spazio alla corona e, sul cronografo, a corona e  pulsanti a sezione trapezoidale. Tale design ha comportato una modifica anche sull’aggancio del cinturino, non più mediante barretta telescopica a molla a scomparsa, ma decisamente integrato alla cassa (l’elemento, come ci ha confidato Franck Muller, dal quale è partito tutto il progetto Vanguard), inserito tra le estremità superiore e inferiore di lunetta e fondello e fissato con due viti invisibili: presenta la sezione interna in caucciù, al fine di incidere sul comfort e seguire efficacemente il tratto del polso, mentre il rivestimento in coccodrillo attribuisce allo stesso un connotato di raffinatezza. L’ulteriore elemento distintivo del Vanguard è costituito dagli indici a numeri arabi, radiali, sovradimensionati e dal consistente spessore, applicati su di una superficie ricurva inequivocabilmente satinata a conferma dell’imprinting aggressivo del modello. L’aggiunta del tourbillon sul Vanguard è avvenuta con il modello Gravity e, come nel caso del Giga Tourbillon, il découpage per l’inserimento della cage del tourbillon, occupa più della metà del quadrante, imponendo il decentramento verso l’alto delle lancette di ore/minuti e, conseguentemente, del giro degli indici. Non si tratta, però, di un “comune” tourbillon, in quanto la gabbia prevede una composizione singolare e innovativa: girevole nei canonici 60 secondi è  realizzata in alluminio a tre bracci, che, a motivo del bilanciere eccentrico rispetto all’asse di rotazione del tourbillon, ha imposto ai ponti di sostegno della stessa la configurazione di una forma ellittica, da 21,2 x 7,7 millimetri. Misure notevoli, determinate anche dal diametro del suddetto bilanciere di ben 14 mm, e da un design della gabbia che chiude alla vista lo scappamento, inserendolo tra due placche circolari e facendone osservare la rotazione, attraverso l’ingaggio dei denti con le palette in rubino dell’ancora. Il fascino di questo armonico movimento manuale (calibro CS-03) è visibile sia lato quadrante che attraverso il fondello, grazie ai vetri zaffiro antiriflesso impiegati. Le dimensioni della cassa sono le medesime del solotempo e del cronografo, variando solamente lo spessore (15,1 mm, 12,8 per l’automatico e 15,8 per il crono). Il Vanguard Gravity è stato realizzato nelle varianti dell’oro rosa, dell’oro bianco,  del titanio, con l’aggiunta, quest’anno, del titanio PVD e dell’acciaio e sono personalizzabili, i toni cromatici del ponte del tourbillon. Sirmakes sta focalizzando sulla collezione Vanguard anche l’impegno tecnico-estetico della Maison: “Quest’anno i nostri obiettivi tecnici sono centrati sui nuovi materiali  e su nuovi processi produttivi. Le novità che abbiamo mostrato al WPHH, in gennaio, dimostrano questo asserto: ad esempio, il Vanguard Cobra, una linea distintiva caratterizzata da una cassa e un quadrante lavorati con un motivo a squame di cobra in 3D: le squame sono state fresate dall’oro rosa o dall’acciaio per ottenere l’effetto più realistico possibile; e, poi il Vanguard Krypton mette in luce un nuovo procedimento costruttivo, sia per la cassa, che per il quadrante, con inserti in luminova su basi in fibra di carbonio, vestendo l’orologio con un’allure hi-tech”.

Le novità Vanguard non sono finite qui, anzi, annoverano altri esemplari distintivi quale il Tourbillon Skeleton, disponibile in titanio, fibra di carbonio, acciaio e oro rosa, il cui calibro manuale è sostenuto da ponti scheletrati, rigorosamente rettilinei con design “a incrocio” (tratti obliqui indirizzati verso il centro), oppure il Grande Date, meccanico automatico, anch’esso declinato nei materiali suindicati e con quadrante completamente a vista: si tratta di un cronografo bi-compax, con grande data su doppio disco rotante su piani sovrapposti.

E, poi, ancora, ambedue diversificati su solotempo, cronografo (automatici) e tourbillon (manuale), ecco il Vanguard Camouflage in titanio, sul cui quadrante risalta il classico motivo mimetico militare sui toni del verde o del grigio, a dare un imprinting più avventuroso al polso, e il PXL in acciaio e acciaio PVD black, oggetto, per cassa e quadrante di una complessa lavorazione industrializzata in più fasi a creare un effetto pixel, sul quale risalta una numerazione araba applicata su di una tonalità più chiara.

Novità assoluta, invece, è la collezione Yachting, che lo stesso Sirmakes ci descrive: “La linea Yachting rappresenta un tributo al mondo del mare. Tutti i primari connotati ‘nautici’ sono assemblati per creare un’armonia perfetta. Specificamente per la versione con tourbillon, abbiamo disegnato la gabbia in modo da riprodurre i tratti della ‘rosa dei venti’, il che conferisce all’orologio un connotato affascinante”. Rimanendo sempre all’aria aperta e in ambito sportivo, un’altra new entry è costituita dal Backswing, automatico con cassa in titanio e acciaio integrata da un anello in silicone destinato ad assorbire e smorzare urti e vibrazioni, studiato per i golfisti; infatti, cassa e quadranti sono lavorati ad ottenere un effetto assimilabile alla superficie di una pallina da golf – con il quale si armonizza anche il cinturino in caucciù e pelle -, e, al centro, spicca il contatore dei colpi connotato in verde in arancione e gestito da due pulsanti, a significare un punteggio sopra o sotto il “par”.

L’orologio femminile Franck Muller

Spazio, infine, alle collezioni Franck Muller per signora, a proposito delle quali, Sirmakes ci dice: “Il prodotto femminile è veramente importante per noi e facciamo del nostro meglio per creare design speciali per ‘sedurre’ la donna. Le donne sono sempre più appassionate ad orologi che combinino complicazioni tecniche e estetica identificativa. In Franck Muller, poi, realizziamo moltissimi modelli automatici e curiamo con attenzione l’innovazione in termini  di forme accattivanti per l’orologio femminile. Ad esempio, recentemente abbiamo presentato la nuova linea Vanguard Long Island, una combinazione virtuosa dei tratti primari delle due collezioni Vanguard e Long Island: un orologio decisamente armonioso che conferirà ad ogni look un tocco sofisticato.”  Inevitabile lo sviluppo, in questo contesto, della linea Vanguard Lady, al quarzo o automatica, declinata in moltissime versioni, con diamanti su cassa e/o quadrante, in acciaio, acciaio PVD Black e oro rosa.

Quando abbiamo chiesto a Vartan Sirmakes, se fosse soddisfatto del lavoro fin qui svolto sul brand Franck Muller o se ci fosse qualcosa che avrebbe fatto diversamente, ci ha risposto con la sua proverbiale franchezza: “Sono assolutamente soddisfatto dell’evoluzione di Franck Muller e non cambierei nulla. Lungo questi vent’anni, il brand Franck Muller si è guadagnato un’ottima reputazione a livello mondiale, grazie alla sua capacità di innovazione ed al suo mood d’avanguardia. Abbiamo tutti fronteggiato un periodo veramente duro, ma noi siamo positivi e la nostra squadra è sempre stata unita e motivata, così da rendermi fiducioso su di un futuro denso di soddisfazioni”.

 

 

 

 

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